Articoli della categoria 'Rete Mynet'

L’assoluta eccezionalità conseguenza della normalità

23 Giugno 2012 | Pubblicato in: Rete Mynet

Sintetizzare due anni di attività (tempo intercorso dall’ultimo post) è impresa ardua, ma in modo conciso si può dire che Mynet, a parte adeguare e rendere sempre più scalabile il proprio network di core (capacità di forwarding aumentata di 20 volte rispetto al progetto Mynet 4.0), ha saputo sviluppare come sempre in modo totalmente autofinanziato, una estesa rete di accesso proprietaria (principalmente in fibra ottica), nonché progetti di ULL in una moltitudine di centrali e armadi di rete del nord del nostro Paese, utilizzando per primi in Italia apparati MSAN innovativi e feeder Metro Syncronus Ethernet.

Mynet, con una delle esperienze più spiccate nel mondo Carrier Ethernet, è stata inoltre tra i più convinti contributori, in seno ad AIIP, nel tavolo tecnico tra operatori e l’incumbent Telecom Italia, al fine di armonizzare le questioni legate alla massima equivalenza tra qualità dei servizi in rete tradizionale ATM e in rete evolutiva Ethernet, in quanto convinti che il primato tecnico, di pari passo con la salvaguardia dei precetti regolatori, siano il modo migliore per mettere l’intero mercato delle telecomunicazioni nella condizioni ideali per creare valore per i propri clienti.

Per primi in Italia abbiamo attivato un cliente in tecnologia EFM, non balamente su apparati di proprietà in modalità ULL, bensì attraverso DSLAM di Telecom Italia. Tra i primi se non i primi più interconnessi con peering privati L2/L3 agli altri operatori. L’unico operatore nel mercato radio che realizza esclusivamente link punto-punto.

In questi due anni siamo crescuti come da tradizione, in modo progressivo, sostenibile, privilegiando sempre la qualità del servizio ed il vantaggio competitivo che ne derivava per i nostri clienti, che abbiamo sostenuto e supportato anche e soprattutto quando alcune condizioni economiche generali li rendevano più vulnerabili, riconoscenti della fiducia che ci è stata riposta in quasi 18 anni di attività.

Tutto questo è il frutto di vivere, normalmente, giorno per giorno, la serietà della propria professione: per alcuni un fatto eccezionale, ma per la maggioranza degli italiani, noi inclusi, un dovere morale.

Mynet 4.0

27 Giugno 2010 | Pubblicato in: Rete Mynet

Dal 2008 alla fine del 2009 abbiamo completato la fase 3.0 del nostro network, occupandoci di queste attività:

  • Sostituzione di tutti router “software” residui, con router dotati forwarding L3 hardware
  • Rinnovamento traffic-engineering sul core
  • Affinamento Softswitch C-4/5
  • Ampliamento di T2A (Trasporto, Transito, Accesso) di un fattore 5

raggiungendo risultati qualitativi rimarchevoli.

A riprova del buon lavoro svolto nel biennio scorso, durante la recente diretta TV in streaming (attraverso la piattaforma Akamai) della partita di calcio “Italia-Slovacchia”, dove si sono registrati valori medi di traffico 4 volte il normale in tutto il mondo dell’accesso italiano (con picchi ancora più alti, come registrato altresì da Telecom Italia sui propri transiti “Akamai over Seabone“, e direttamente da IP.COM), la nostra rete, nel caso di connettività di basso profilo (es. ADSL), ha saputo non solo onorare i traffic-contract, ma al minimo ha erogato 10 volte il MCR contrattuale e nel caso medio il pieno PCR.

Mynet 4.0

Il progetto “Mynet mark IV” prevede alcuni miglioramenti nell’efficienza interna, in particolare sulla riduzione del carico di lavoro non automatizzato che riguarda provisioning e assurance, per rendere più logaritmica l’equazione che regola l’apporto del lavoro umano rispetto al numero dei circuiti gestiti, implicando la riscrittura totale dei processi di automazione, incluso il sistema di trouble ticketing e di monitoring.

Le novità che riguarderanno la rete saranno (senza contare gli usuali e ciclici ampliamenti T2A) :

  • Introduzione di IPv6 secondo i risultati dei test set interni e delle best pratice che verranno definite a fine anno da tutti gli attori interessati, con whitelisting e ufficializzazione del servizio IPv6 nel nostro network
  • Nuovi IAD integrati nel mercato SOHO ingegnerizzati internamente
  • Messa in esercizio di interconnessioni innovative SIP-T e SIGTRAN

Chi volesse partecipare a qualche technology trial, può inviarci un email a tecnico@mynet.it per avere ulteriori dettagli.

Mynet: 15 anni al vostro servizio

09 Agosto 2009 | Pubblicato in: Rete Mynet, Varie

Poche aziende, nel mercato delle telecomunicazioni, possono vantare un landmark rappresentato da 15 anni di attività ininterrotta con la medesima partita IVA, ragione sociale, marchio operativo.

Da una semplice CDN 64K Mantova-Milano e una batteria di modem discreti, abbiamo sviluppato un network multi-gigabit con Cisco GSR come core, Cisco 7600 come edge Ethernet e Cisco 10008 come edge/xDSL aggregator.

Negli ultimi sei mesi abbiamo triplicato la capacità di raccolta xDSL e dei link WAN inter-POP, sostituiti tutti gli switch con dei Cisco 6500, ridondato alimentazione e climatizzazione nei miniPOP: un notevole investimento che avrà il suo culmine, entro il 2009, con il completo refactory della server farm di Mantova.

Nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza l’abnegazione ed il senso del dovere del nostro personale, dei tecnici di front-office e di secondo livello, dei manutentori, degli installatori, dei commerciali, dei nostri partner tecnologici e l’affezione dei nostri clienti.

IPv6: dalla RFC 1752 ai giorni nostri

05 Aprile 2009 | Pubblicato in: Rete Mynet, Varie

Da molto tempo si parla dell’esaurimento dello spazio di indirizzamento IP attuale (versione 4): è interessante capire quale sia lo stato attuale, anche in considerazione della situazione economica mondiale.

Dagli inizi degli anni ‘90, dopo varie riunioni di IETF, il tavolo tecnico dell’IPng (IP Next Generation) formalizzò la RFC 1752, dal titolo “The Recommendation for the IP Next Generation Protocol”: in quegli anni ATM era la tecnologia WAN alla quale tutti i vendor di network gear erano più interessati, facendo apparire ai più STM-1 o addirittura STM-4 come line-rate incredibili. Lo standard IEEE 802.3 aveva da poco definito “Fast Ethernet”, e le LAN dell’epoca erano per lo più a Ethernet 10Mbit/s in HUB interconnesse da cavi coassiali.

Oggi, dopo 15 anni, molto è cambiato: ATM è ormai una rete legacy, relegata per il backhauling dei servizi xDSL di prima generazione, spesso trasportata in MPLS. Molti incumbent usano tecnologie TDMoE evitando di ri-gerarchizzare la propria rete trasmissiva. Tutti i provider non-incumbent hanno reti Ethernet native (con trunk a 1 o 10Gbit/s) e gli incumbent hanno finalmente investito massivamente in reti Ethernet negli ultimi 5 anni, in quanto facilita il triple-play, indispensabile arma commerciale per il mercato consumer. Le LAN sono spesso a 1Gbit/s e gli switch “casalinghi” hanno prestazioni esaltanti rispetto ad analoghi apparati in vendita 20 mesi orsono.

WAN e LAN in 15 anni hanno fatto passi da gigante, tranne per un particolare: il protocollo IP usato da esse usato rimane IPv4, non IPv6.

I motivi dell’insuccesso di IPv6 sono noti, in particolare:

  • IPv4 ha subito continui aggiornamenti che oggi lo rendono, formalmente e operativamente, inferiore a IPv6 solo per lo spazio di indirizzamento
  • L’uso dello spazio di indirizzamento di IPv4 è diventato molto più razionale e la relativa depletion gestibile, fino ad ora
  • Non c’è nessun incentivo attuale ad usare IPv6 né per gli utenti, né per gli operatori. Più grave, non è stato ideato un piano di migrazione IPv4-IPv6 sensato (cfr. The IPv6 Mess di Dan Bernstein)

Per gli utenti finali non c’è nessun reale beneficio in IPv6: tutte le applicazioni desiderate funzionano perfettamente con IPv4. Anzi, una delle prime attività di un sistemista illuminato su un sistema con indirizzamento IPv4 pubblico e stack IPv6 attivo, è disabilitare IPv6 per evitare che meccanismi del tipo 6to4 possano attivarsi per siti di destinazione con attivo IPv6, che ne rallentano l’accesso (visto che, se nessun server sensato con routing IPv6 risulta sprovvisto di routing IPv4, quasi sempre non è possibile dire lo stesso del viceversa).

Per gli operatori IPv6 implica il refactoring completo dei server e l’aggiornamento o la sostituzione di molti router, visto che si devono far coesistere sessioni BGP per IPv4 e per IPv6 (tra l’altro di più difficile “summarizzazione”), e TCAM e le memorie in genere purtroppo non seguono la legge di Moore.

Se a quanto sopra aggiungiamo che è probabile che il new order mondiale porti ad una razionalizzazione dei costi e ad un uso molto più “criteriato” delle risorse energetiche / di materia prima - fatto che già sta ridimensionando completamente progetti salomonici di NGN (quando l’obiettivo di un operatore dovrebbe essere portare connettività di media qualità dovunque ovvero limitare il digital-divide) - non sembra un azzardo ipotizzare che il tempo per l’implementazione di IPv6 non sia ancora molto vicino, nonostante si predica che entro il 2010 lo spazio di indirizzamento IPv4 sarà esaurito.

I nostri clienti comunque non devono preoccuparsi: la rete Mynet è già IPv6 ready.
Quando e se servirà, saremo pronti.

ADSL 2+ (ITU G.992.5) e moduli Cisco ADSL basati su chipset Alcatel 20190

24 Gennaio 2009 | Pubblicato in: Cisco, Rete Mynet

I router SOHO serie 800 (es. 877) e i moduli HWIC-1ADSL supportano ITU G.992.5 (ADSL2+) ma hanno mostrato con vari DSLAM numerosi problemi di stabilità.

Cisco incorpora in IOS il firmware per il chipset xDSL, e tipicamente è la versione 2.x per le HWIC-1ADSL e la versione 3.x per i router che hanno l’interfaccia xDSL on-board.

Nei nostri test in laboratorio e su circuiti reali abbiamo riscontrato che i firmware embedded sono troppo vecchi per operare in modalità ADSL 2+ con attenuazione lato ATU-R superiore a 25db, mentre con l’ultimo firmware versione 4.0.15 tutti i problemi di stabilità sono stati risolti.

Il firmware 4.0.15 non è ancora incorporato nelle versioni di IOS in produzione, è disponibile via Cisco CCO avendo una login non-guest e va caricato sulla flash del router da aggiornare con il nome “adsl_alc_20190.bin”:

CPE#dir flash:adsl_alc_20190.bin
Directory of flash:/adsl_alc_20190.bin
6 -rwx 996472 Mar 27 2008 23:02:52 +02:00 adsl_alc_20190.bin
27611136 bytes total (7364608 bytes free)

All’avvio, IOS verifica se è disponibile sulla flash un firmware alternativo e carica d’ufficio quello sul processore xDSL: al primo reboot successivo alla preparazione dell nuovo firmware in flash, si può verificare che sia stato caricato correttamente così:

CPE#sh dsl interface ATM0/1/0 | i FW
Init FW: init_AMR-4.0.015.bin
Operation FW: AMR-4.0.015.bin
FW Source: external
FW Version: 4.0.15

In alcuni particolari casi (ad es. se le caratteristiche elettriche-fisiche del doppino subiscono delle fluttuazioni cicliche), il modem xDSL Alcatel 20190 può tendere ad effettuare numerosi re-training (con conseguenti “cadute di portante” e cambio di stato sul livello 1): per ovviare a questi casi è possibile far considerare al modulo xDSL di avere un margine di rumore inferiore rispetto a quello effettivamente disponibile, obbligandolo ad allinearsi ad un bitrate inferiore:

CPE#conf t
Enter configuration commands, one per line. End with CNTL/Z.
CPE(config)#service internal
CPE(config)#interface ATM0/1/0
CPE(config-if)#dsl noise-margin ?
WORD noise margin value -3 to 3 (1/2 dB/step)
CPE(config-if)#dsl noise-margin 1
WARNING: Unsupported Command. May cause violation to ADSL standards.

Il comando specifica (anche in negativo, quindi utilizzabile addirittura adducendo una migliore sensibilità di quella rilevata) l’attenuazione in passi da 0.5db (”dsl noise-margin 1″ nell’esempio equivale a ridurre il margine di rumore di 0.5db).

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