Articoli della categoria 'Varie'

Mynet: 15 anni al vostro servizio

09 Agosto 2009 | Pubblicato in: Rete Mynet, Varie

Poche aziende, nel mercato delle telecomunicazioni, possono vantare un landmark rappresentato da 15 anni di attività ininterrotta con la medesima partita IVA, ragione sociale, marchio operativo.

Da una semplice CDN 64K Mantova-Milano e una batteria di modem discreti, abbiamo sviluppato un network multi-gigabit con Cisco GSR come core, Cisco 7600 come edge Ethernet e Cisco 10008 come edge/xDSL aggregator.

Negli ultimi sei mesi abbiamo triplicato la capacità di raccolta xDSL e dei link WAN inter-POP, sostituiti tutti gli switch con dei Cisco 6500, ridondato alimentazione e climatizzazione nei miniPOP: un notevole investimento che avrà il suo culmine, entro il 2009, con il completo refactory della server farm di Mantova.

Nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza l’abnegazione ed il senso del dovere del nostro personale, dei tecnici di front-office e di secondo livello, dei manutentori, degli installatori, dei commerciali, dei nostri partner tecnologici e l’affezione dei nostri clienti.

IPv6: dalla RFC 1752 ai giorni nostri

05 Aprile 2009 | Pubblicato in: Rete Mynet, Varie

Da molto tempo si parla dell’esaurimento dello spazio di indirizzamento IP attuale (versione 4): è interessante capire quale sia lo stato attuale, anche in considerazione della situazione economica mondiale.

Dagli inizi degli anni ‘90, dopo varie riunioni di IETF, il tavolo tecnico dell’IPng (IP Next Generation) formalizzò la RFC 1752, dal titolo “The Recommendation for the IP Next Generation Protocol”: in quegli anni ATM era la tecnologia WAN alla quale tutti i vendor di network gear erano più interessati, facendo apparire ai più STM-1 o addirittura STM-4 come line-rate incredibili. Lo standard IEEE 802.3 aveva da poco definito “Fast Ethernet”, e le LAN dell’epoca erano per lo più a Ethernet 10Mbit/s in HUB interconnesse da cavi coassiali.

Oggi, dopo 15 anni, molto è cambiato: ATM è ormai una rete legacy, relegata per il backhauling dei servizi xDSL di prima generazione, spesso trasportata in MPLS. Molti incumbent usano tecnologie TDMoE evitando di ri-gerarchizzare la propria rete trasmissiva. Tutti i provider non-incumbent hanno reti Ethernet native (con trunk a 1 o 10Gbit/s) e gli incumbent hanno finalmente investito massivamente in reti Ethernet negli ultimi 5 anni, in quanto facilita il triple-play, indispensabile arma commerciale per il mercato consumer. Le LAN sono spesso a 1Gbit/s e gli switch “casalinghi” hanno prestazioni esaltanti rispetto ad analoghi apparati in vendita 20 mesi orsono.

WAN e LAN in 15 anni hanno fatto passi da gigante, tranne per un particolare: il protocollo IP usato da esse usato rimane IPv4, non IPv6.

I motivi dell’insuccesso di IPv6 sono noti, in particolare:

  • IPv4 ha subito continui aggiornamenti che oggi lo rendono, formalmente e operativamente, inferiore a IPv6 solo per lo spazio di indirizzamento
  • L’uso dello spazio di indirizzamento di IPv4 è diventato molto più razionale e la relativa depletion gestibile, fino ad ora
  • Non c’è nessun incentivo attuale ad usare IPv6 né per gli utenti, né per gli operatori. Più grave, non è stato ideato un piano di migrazione IPv4-IPv6 sensato (cfr. The IPv6 Mess di Dan Bernstein)

Per gli utenti finali non c’è nessun reale beneficio in IPv6: tutte le applicazioni desiderate funzionano perfettamente con IPv4. Anzi, una delle prime attività di un sistemista illuminato su un sistema con indirizzamento IPv4 pubblico e stack IPv6 attivo, è disabilitare IPv6 per evitare che meccanismi del tipo 6to4 possano attivarsi per siti di destinazione con attivo IPv6, che ne rallentano l’accesso (visto che, se nessun server sensato con routing IPv6 risulta sprovvisto di routing IPv4, quasi sempre non è possibile dire lo stesso del viceversa).

Per gli operatori IPv6 implica il refactoring completo dei server e l’aggiornamento o la sostituzione di molti router, visto che si devono far coesistere sessioni BGP per IPv4 e per IPv6 (tra l’altro di più difficile “summarizzazione”), e TCAM e le memorie in genere purtroppo non seguono la legge di Moore.

Se a quanto sopra aggiungiamo che è probabile che il new order mondiale porti ad una razionalizzazione dei costi e ad un uso molto più “criteriato” delle risorse energetiche / di materia prima - fatto che già sta ridimensionando completamente progetti salomonici di NGN (quando l’obiettivo di un operatore dovrebbe essere portare connettività di media qualità dovunque ovvero limitare il digital-divide) - non sembra un azzardo ipotizzare che il tempo per l’implementazione di IPv6 non sia ancora molto vicino, nonostante si predica che entro il 2010 lo spazio di indirizzamento IPv4 sarà esaurito.

I nostri clienti comunque non devono preoccuparsi: la rete Mynet è già IPv6 ready.
Quando e se servirà, saremo pronti.